Pensieri Folli

Sun, 15 Nov 2009 18:21:25 +0000

L’uguale e’ diverso

Filed under: Generale — pacatoegentile @ 18:21:25

Molto spesso mi trovo a parlare con persone di differenti parti d’italia.

In quei momenti mi accorgo di quanto siano lontani i nostri mondi: anche facendo parte della stessa nazione, i miei ideali, le mie convinzioni, le mie esperienze sono completamente differenti; mi sento come se parlassi con persone di un altro stato.

Questo mi ha portato a riflettere sulla storia della nostra nazione e sul fatto che, alla fine, siamo uniti soltanto da 150 anni e che siamo una repubblica da 60; se confrontati con gli stati uniti o con la francia siamo veramente una nazione giovane.

La propaganda statale – dalla televisione ma anche dalla scuola dell’obbligo – continua ad insistere sul fatto che siamo uguali, nulla di piu’ sbagliato: non ho nulla da spartire con un residente ad Olbia, o uno di Torino o uno di Siracusa… la stessa lingua che parliamo, anche se ufficialmente e’ l’italiano, e’ incomprensibile, con modi di dire, aggettivi locali e storpiature che portano facilmente ad incomprensioni.

E questo e’ un problema perche’ dall’incomprensione scattano facilmente battute offensive che poi sfociano nei confronti, nei paragoni nell’odio e nella superiorita’ di una zona rispetto all’altra, in altre parole al campanilismo bieco.

Quello che mi piacerebbe vedere e’ un atteggiamento meno cattedratico e piu’ realistico delle istituzioni e dei tanti studiosi che mi citano l’impero romano quale origine della nostra nazione e “sorvolano” sui mille e piu’ anni di storie e tradizioni differenti che ogni provincia e regione hanno vissuto.

Quello che vorrei vedere e’ un atteggiamento pragmatico ma positivo: siamo differenti ma nulla vieta uno scambio equo anziche’ un confronto/scontro in cui bisogna definire una “superiorita’” culturale di qualcuno su qualcun altro.

Per fare cio’ pero’ e’ necessaria la consapevolezza che si e’ diversi, occorre un atteggiamento maturo al problema e perche’ no, sfruttare questa diversita’ per incrementare lo scambio e conservare le tradizioni locali: tradizioni che possono convivere lo stesso in realta’ piu’ grandi come la nazione, l’europa o l’intero pianeta.

La cecita’ delle istituzioni a questo problema invece sta generando solamente odio e scontri, genera movimenti estremisti che si fanno portavoce di queste esigenze ma per pilotarle a loro vantaggio.

A causa di cio’ chi e’ a favore della propria cultura locale diventa automaticamente un ottuso conservatore velatamente (ma neanche tanto) razzista e le uniche “radici” ammissibili sono quelle di un’identita’ nazionale che esiste solo sulla carta e nelle fantasie di accademici che poco affrontano la realta’ quotidiana.

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