Pensieri Folli

Thu, 24 Jul 2008 23:56:19 +0000

Impronte digitali: dal mito alla realtà

Filed under: Generale — Tag:, , — pacatoegentile @ 23:56:19

La biometria è la scienza che studia l’utilizzo di caratteristiche fisiche per l’identificazione di una persona.

Le impronte digitali come metodo per l’identificazione di una persona sono state a lungo studiate.

Recentemente il governo ha affermato che entro il 2010 le nostre carte d’identità conterranno le nostre impronte digitali per poter meglio identificare le persone e dare maggiore sicurezza.

Purtroppo ciò non è assolutamente vero e nel resto dell’articolo vedremo perchè, prima però diamo una breve introduzione ai metodi oggi usati per l’archiviazione e il confronto delle impronte digitali

Qui sopra potete osservare una tipica impronta digitale con i nomi di diverse minuzie ossia i particolari che vengono usati per il suo riconoscimento.

L’impronta digitale oggi viene acquisita direttamente mediante uno scanner o mediante la scansione del foglio che contiene l’impronta presa con la tecnica ad inchiostro (quella che si vede comunemente nei film o quella che molti di noi hanno fatto nei 3 giorni della visita della leva) .

Una volta che tale informazione viene acquisita dallo scanner essa viene archiviata elettronicamente in un database: l’identificazione di un’impronta avverrà elettronicamente con il confronto uno a uno.

È pensiero comune che le impronte digitali siano univoche, ossia ogni persona abbia delle impronte diverse da quelle di un altro tuttavia, scientificamente parlando non è proprio così: la scienza infatti ritiene che la probabilità che due persone abbiano lo stesso dito uguale siano pressochè nulle.

Detto in altre parole: quasi sicuramente non esiste nessuno che abbia l’indice della mano destra uguale al mio, tuttavia potrebbe anche esistere qualcuno che abbia un indice o un altro dito in parte uguale al mio indice.

L’informazione archiviata nel database inoltre, dipende dalla risoluzione usata dallo scanner e dalla precisione con cui l’impronta e’ stata acquisita: se l’impronta era stata presa con la tecnica ad inchiostro è possibile che contenga sbavature per eccesso di inchiostro, oppure che non sia molto leggibile a causa di insufficenza di inchiostro.
Altro problema da considerare è l’eventuale rotazione dell’impronta, per cui l’impronta non è perpendicolare ma può essere ruotata di qualche grado.
A questo aggiungiamo la distorsione data dal trasformare una superfice convessa in un’informazione piana in 2D, un problema familiare a quello presente nelle cartine geografiche.

Tutti i problemi di cui sopra vengono presi in considerazione dal sistema di confronto delle impronte che funziona più o meno così:
– Si prende l’immagine da confrontare e la si porta alla risoluzione standard presente nel database
– Si cercano le minuzie e si calcolano il tipo, l’eventuale angolo di tangente col piano orizzontale e le sue coordinate x,y
– Si confrontano queste informazioni con quelle già presenti nel database.

Il “Match” di un’impronta avviene quando si supera un “threshold” ossia quando il programma ritiene che l’impronta sia abbastanza uguale a quella nel database.

Successivamente starà all’operatore verificare manualmente che il match sia effettivamente tale.

Come potete iniziare ad immaginare la tecnica dell’identificazione delle impronte è ben lungi dall’essere perfetta.
Essa è fortemente dipendente dalla qualità delle informazioni presenti nel database, dalla correttezza di queste, e dalla qualità e identificazione dell’impronta che deve essere confrontata.
Mi spiego meglio: c’è stato un omicidio e la scientifica è sul posto a raccogliere le prove.
Essa trova alcune impronte in vari posti tuttavia alcune impronte possono essere parziali, oppure anzichè essere l’impronta del pollice destro potrebbe essere un’impronta parziale dell’alluce sinistro; in questo caso si andrebbe a cercare la persona con il pollice destro simile a una parte dell’impronta dell’alluce sinistro di qualcun altro.
In questo caso ovviamente il programma non è in errore, è la raccolta delle prove che è stata fuorviata, tuttavia un innocente potrebbe essere condannato.

Come se questo non bastasse, è abbastanza facile eliminare le proprie impronte digitali con l’uso di acidi ed è altrettanto facile riprodurre impronte di altri, come ad esempio ha fatto il CCC nei confronti del ministro dell’interno.

Capite quindi che l’introduzione delle impronte digitali come metodo per il riconoscimento di una persona possa essere un’arma a doppio taglio, utilizzabile per far incolpare altri di crimini non commessi o utilizzata per scopi politici denigratori.

Facciamo un esempio a scopo puramente educativo e che vi invito a non fare nella vita reale: avete avuto la fortuna di andare ad un convegno con qualche nostro ministro presente, siete riusciti a bere qualcosa con lui, a dargli un bigliettino, a farvi dare una pacca sulla spalla alla vostra giacca, insomma avete ottenuto la sua impronta digitale (peggio ancora, qualcuno del suo staff o dei suoi nemici ve l’ha venduta)
A questo punto tornate a casa isolate le impronte come si vede anche in CSI, e poi la riproducete su un sottile strato di plastica flessibile .
A questo punto potete andare in giro a riempire di impronte del ministro oggetti come:
– una pistola
– una bustina di cocaina
– un coltello
– un bel giornale porno
– un cd ripiendo di foto pedopornografiche
– una lettera
– una bomba
E poi spedire il tutto alla polizia, a qualche giornale ecc. ecc. lascio alla vostra immaginazione il seguito.

Come potete vedere le impronte digitali sono facilmente falsificabili, la procedura per il riconoscimento non è esente dagli errori e dai falsi.

Si sente parlare dell’introduzione delle impronte nelle nostre carte d’identità entro il 2010, proposta bipartisan e caldamente appoggiata anche dall’europa.
La scusa ufficiale è la sicurezza, tuttavia appare chiaro che non vi sia alcuna sicurezza anzi:
– il delinquente ha un nuovo arsenale di strumenti per sviare le indagini
– il sistema non previene eventuali atti criminali
– il cittadino onesto non viene protetto ma è alla mercé di un eventuale mercato nero delle impronte e può essere indagato per crimini a lui completamente sconosciuti.
– lo stato controlla maggiormente le persone

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1 commento

  1. > Come potete vedere le impronte digitali sono facilmente falsificabili,
    > la procedura per il riconoscimento non è esente dagli errori e dai falsi.

    e infatti gia’ si parla del database nazionale del dna, faccenduola fortemente voluta dal comandante dei carabinieri che gia’ ha cominciato a metterlo in piedi partendo dalle indagini per unabomber.

    Commento di comandante.stopardi — Fri, 25 Jul 2008 07:20:19 +0000 @ 07:20:19


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