Pensieri Folli

Thu, 10 Jul 2008 14:38:05 +0000

Libera Culto in uno Stato laico

Filed under: Generale — pacatoegentile @ 14:38:05

Qualche sera fa ho avuto l’opportunita’ di essere presente ad un incontro/dibattito sul costo ipotetico della chiesa cattolica per lo stato italiano.

Erano presenti Curzio Maltese, l’autore del libro “la questua” nel quale analizza i costi attuali e le mancate entrate da parte dello stato sui beni della chiesa e umberto folena, giornalista dell’avvenire il quale ovviamente interpretava la parte “accusata”, piu’ una simpatica moderatrice con il carisma di charlotte di sex and the city .

Ovviamente, essendo l’incontro a Bologna e facendo parte di una serie di incontri dedicati alla ragione, il pubblico era tendenzialmente a favore delle tesi di Maltese, a questo aggiungiamo che Folena non ha fatto assolutamente nulla per cercare di fare breccia nel cuore degli ascoltatori anzi, mediante sapienti battute da bar dello sport di quart’ordine subliminalmente offensive (battute scontate tipiche di discussioni in cui l’audience ha un basso livello intellettivo e culturale) ha rischiato in piu’ di un’occasione il linciaggio verbale e fisico.

Sono stati toccati molti punti interessanti e forse non noti a tutti in primis l’8 per mille e l’ICI.

8 per mille

l’8 per mille nasce con Craxy come alternativa alla “congrua” dei patti lateranensi, ergo il suo scopo primario e’ lo stipendiare il clero, non per fare carita’ come invece appare dai vari spot televisivi.
Se rimangono altri soldi questi vengono destinati anche a opere di carita’.

l’8 per mille e’ un voto fiscale, ossia – contrariamente a quanto pensano in molti – chi sceglie, sceglie anche per chi non “mette la croce” quindi non e’ possibile non destinare tale cifra a nessuno (e che quindi rimanga allo stato) , se non ci credete guardate questa tabella per il 2000 come esempio.

Al contrario il 5 per mille e’ una scelta, chi non sceglie lo lascia automaticamente allo stato.

Chi sceglie di dare l’8 x mille allo stato, sappia che tale denaro viene solitamente usato per finanziare anche opere della chiesa: http://www.governo.it/Presidenza/DICA/ottopermille/aggiornamento/dpcm_2007/dpcm_231107.pdf nelle ultime pagine presenta dove vengono destinati tali fondi, permettetemi di segnalare

100 000 euro agli scout
513 000 euro per il restauro della chiesa di sant’antonio da padova in nardo’ – lecce

giusto guardando la prima pagina della lista.
Si dice anche che tale cifra viene impiegata anche per finanziare le missioni militari, ma non essendo confermata nel decreto lascio a voi se credervi o meno.

ICI

Oramai l’ICI viene pagata da meno persone, tuttavia sapevate che gli immobili della chiesa che non abbiano fini ESCLUSIVAMENTE COMMERCIALI sono esenti da tale imposta ?
Cosa vuol dire esattamente la dicitura “esclusivamente commerciale” ? che basta che metto un confessionale nell’angolo di un albergo gestito da suore e automaticamente sono esentati ? Ebbene si,
e la questione e’ cosi’ ambigua che l’italia ha anche ricevuto un richiamo dall’UE in merito.

L’avvenire sottolinea che nel caso dell’albergo con la cappellina solo la cappellina sarebbe esente dall’ICI, io rispondo che la situazione e’ cosi’ ambigua che di fatto quell’albergo puo’ permettersi di pagare la cifra che vuole di ICI (cosa che io non posso fare).

Alcune note finali sulla serata

Decisamente e’ stata una serata interessante, Maltese ha saputo portare avanti le proprie idee con fermezza ma garbo e precisione nei termini usati, Folena ha lanciato alcune provocazioni interessanti e ha sapientemente usato le parole per portare ambiguita’ e beccarsi la platea contro per poi fare la vittima; Sfortunatamente per lui i risultati non ci sono stati e personalmente ho avuto modo di riflettere su alcuni luoghi comuni interessanti.

Carita’

Sulla questione generale dei costi della chiesa per lo stato Folena ha provocatoriamente affermato che sarebbe giusto chiedersi quanto lo stato costi alla chiesa: la chiesa fa molto per aiutare i poveri e i disagiati e organizza incontri e manifestazioni dove lo stato non e’ presente, insomma fa la carita’.

La provocazione e’ corretta e giustamente Maltese ha ribattuto affermando che nessuno mette in discussione il ruolo benefico della chiesa, si mette in discussione il fatto che aiutare poveri e disagiati venga considerato una questione di carita’ anziche’ una questione sociale.

Sono daccordo con Maltese: aiutare chi e’ piu’ sfortunato deve essere un dovere naturale di ognuno d noi e non una questione religiosa caritatevole per guadagnarsi il paradiso.

A questo aggiungo che questo discorso non deve essere neppure politico: la questione sociale e degli aiuti ai poveri, ai meno abbienti, l’istruzione ecc. ecc. sono problematiche che DEVONO essere affrontate da ambo gli schieramenti e da gli elettori di tutte le fazioni politiche italiane; smettiamola di pensare che solo la sinistra possa fare qualcosa per il sociale o che se qualche laico organizza manifestazioni culturali o “benefiche” allora e’ di sinistra .

E’ per colpa di queste stupide associazioni di idee se oggi siamo nella m**da fino al collo, e non mi si dica che solo la sinistra ha fatto e fa qualcosa per il sociale perche’ anche il governo attuale – se proprio vogliamo dirla tutta – si muove con aiuti ai meno abbienti.

Liberta’ di espressione

Attaccato duramente sulle critiche cattoliche alla questione della lettera dei docenti di roma al rettore sull’invito del papa alla lection magistralis, Folena ha ribattuto che essendo cittadino al pari degli altri si sente in diritto di esprimere cio’ che meglio crede senza dover rendere conto a nessuno.
Maltese ha risposto puntualizzando che nessuno vuole limitare i diritti di un privato cittadino cattolico,
personalmente aggiungo che la questione non e’ tanto sulla liberta’ di stampa e di opinione quanto sul fatto che la Chiesa esercita CHIARE e FORTI pressioni politiche affinche’ certe leggi non passino, altre vengano rivisitate e in generale si passi l’idea che andare contro le opinioni POLITICHE della chiesa sia in realta’ un attacco alla chiesa come RELIGIONE.

Appare sempre piu’ chiaro che la chiesa cattolica si muove nell’ambiguita’: fa pressioni politiche in italia perche’ i vescovi sono italiani, tuttavia la sua sede e’ in un altro stato e molti suoi immobili godano dell’extraterritorialita’.
Il papa parla come capo religioso salvo poi appellarsi al fatto di essere un capo di stato estero quando fa comodo a lui, stessa cosa dicasi per tutto il clero: se attaccati politicamente invocano la liberta’ di opinione religiosa affermando che stanno dando consigli ai fedeli, se i politici non ascoltano allora si muovono minacciando di “indirizzare” i milioni di fedelissimi che seguono le loro indicazioni in campagna elettorale.

E’ quest’ambiguita’, questa mancanza di chiarezza che mi fa pensare che “il marcio non sia in danimarca ma in vaticano” e, come suggerito anche da Maltese, invito la chiesa stessa a dimostrare il contrario portando avanti una condotta trasparente a livello economico politico e quotidiano.

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1 commento

  1. fa sempre piacere vedere che gli estimatori della pontificia res pub(l)ica italiana diano il meglio con questi interventi.

    Ti leggo sempre piu’ socialdemocratico europeo e felicemente laico, posizione preziosa visti gli attuali tempi catto-reazionario-fascisti in cui e’ sprofondato il belpaese.

    se continui cosi’ sei pronto per la rivoluzione 😀

    Commento di uomo della montagna — Thu, 10 Jul 2008 19:26:30 +0000 @ 19:26:30


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