Pensieri Folli

Tue, 13 May 2008 23:32:34 +0000

Piccoli sassolini da rimuovere

Filed under: Generale — Tag:, , , , , , — pacatoegentile @ 23:32:34

Oggi sparlero’ del mondo Open Source, ci sono parti tecniche che per i non addetti ai lavori risulteranno oscure, se avete dubbi aggiungero’ altre informazioni.

Premessa: lavoro nel mondo dell’informatica come consulente/progettista/programmatore per alcune ditte, e in particolare ricerco soluzioni nel mondo open source.

Cos’e’ l’open source? in breve, e’ un movimento che si basa sul rendere disponibiliti i sorgenti dei programmi, quindi senza nascondere segreti e cercando di contribuire allo sviluppo mondiale.
L’idea di base e’ che il guadagno non sta nella vendita del programma ma sulla consulenza/personalizzazione che si opera per il cliente finale.

“Ah la solita cosa di sinistra” dira’ qualcuno.
Sbagliato, anzi a dirla tutta l’open source e’ un modello liberista che si basa sulla concorrenza, provate ad andare da Linus Torvald o da Miguel de Icaza a dargli del comunista e poi iniziate a correre quando tirano fuori il doppiettone del nonno.
Se ancora non ne siete convinti una rapida ricerca su google vi fara’ cambiare idea oppure se siete pigri
iniziate qui.

L’open source in italia e’ stato sposato – politicamente – prima dai radicali ma senza successo e – successivamente – dalla sinistra.
Sinistra che ha abilmente riproposto l’ennesima catalogazione dualistica:
open source = sinistra, microsoft = destra (e apple = radical chic )
linux = sinistra, windows = destra

per terminare nel fantastico

windows = berlusconi = bill gates = monopolio = cose brutte e cattive = vecchi incartapecoriti = fascisti

linux = sinistra = giovani che lottano per il futuro = cose belle e buone = progressismo = futuro
.

Tutto normale no ? la propaganda ormai ha funzionato, quindi a voi questi concetti sembrano ovvi, provate pero’ a spiegarli ad una persona al di la’ del confine e non meravigliatevi se vi dara’ del matto.

Torniamo al fantastico mondo open source che, per inciso, deve il suo enorme successo prima di tutto ad un ragazzino finlandese che a 20 anni butto’ via la sua giovinezza a scrivere un kernel anziche’ ad andare in giro a ubriacarsi e toccare le donnine nude.

Grazie alla spinta di questo kernel, al quale si appoggiarono molti applicativi nacque linux, il quale piano piano inizio’ a prendere piede e oggigiorno inizia a essere una valida alternativa anche per il mercato consumer ossia per i computer di casa.

Una bella storia fatta di bravura, impegno, conoscenze scientifiche un pizzico di fortuna e scelte pragmatiche.

Certo torvald e’ stato aiutato dalla comunita’ “internettiana” di allora (quando ancora si usava telnet e NNTP) tuttavia altri progetti promettenti (Hurd per esempio) sono falliti o non sono mai decollati, quindi un po’ di merito dobbiamo darglielo.

Ora parliamo un po’ degli sciacalli dell’open source: personaggi che vivono di conferenze e vanno a blaterare demagogie utopistiche tra rutti e occhiatine languide alle tette delle ventenni.

Parliamo ad esempio di Richard Stallman l’uomo che non si pulisce la barba dall’ultima presidenza reagan, l’uomo guru del mondo GNU, un uomo che ammiravo per le sue idee ma che e’ crollato in tutta la sua bassezza dopo qualche istante che lo avevo conosciuto.

Parliamo di questa persona che, anziche’ stare a casa a scrivere il suo sistema operativo fallito (HURD) va in giro a dire agli altri come bisognerebbe fare linux, come bisogna scrivere i programmi e che bisogna metterli sotto la sua licenza, perche’ la sua licenza e’ libera, permette la libera espressione.
“free as in freedom not as beer” suole dire.

Peccato che la sua licenza, cosi’ libertaria, obblighi eventuali opere derivate di un programma sotto GPL (Gnu Public License) a essere rilasciate anch’esse sotto GPL.

E’ la licenza virale , che si appropria dei diritti degli altri sulle opere derivate, quella che nella sua ultima versione ti rende cosi’ libero che non puoi neanche scegliere che programma fare e me la chiamano liberta’ ?

Sono libero di fare quello che vuoi tu e basta, ma questa non e’ liberta’, questo e’ regime bello e buono, differente da quello proposto da big come Microsoft unicamente per il fatto che non devi sborsare un euro.

Mi guardo bene dalle persone che restringono la mia liberta’ in nome della protezione del bene comune o della sicurezza, sappiamo tutti che scuse come “lotta al terrorismo” “sicurezza per noi e per i nostri figli” sono semplici scuse per portare avanti limitazioni alla nostra vita.

“Blasfemo!” dice di nuovo il “talebano” open source.
“Io decido cosa si puo’ fare con il MIO programma scritto da ME, non RMS” ribatto
“Se tutti la pensassero come te il mondo sarebbe nelle mani di bill gates” ribatte convinto
“Linus torvald la pensa come me ed e’ grazie al fatto che i moduli del kernel non gpl che tu oggi hai il supporto iper mega 3d per i giochini sotto wine o che le grandi aziende come IBM lo promuovono”
“Blasfemo” riprende il talebano, intrappolato nello schema mentale.

L’esempio che piu’ mi ha fatto ricredere sul “bazaar” del mondo O.S. e’ stata l’esperienza con Debian, distribuzione linux profondamente incentrata sull’open source e sulla licenza GPL.
La debian era un’organizzazione no profit, incentrata sul rendere disponibile programmi unicamente open source.
Come volontario ho iniziato a fare il mantainer, ossia colui che si occupa di tenere traccia di alcuni applicativi, rimuovere bug, aggiornare le versioni ecc. ecc.
Un fantastico esempio di come un forza di 1000 – 2000 persone possa coordinarsi per portare avanti un progetto mastodontico.
L’utopia divenuta realta’.
In realta’ non e’ tutto oro quello che luccica.
Innanzitutto alcuni programmi erano piu’ uguali di altri, i programmi GPL avevano una via privilegiata rispetto ad altri programmi (sempre open source) con licenze “restrittive” messi li’ piu’ per facciata che per altro.
Poi ad un convegno compare Mark Shuttleworth che propone: hey voglio realizzare una distribuzione
che esca ogni sei mesi basata su debian ma con alcune features in piu’, ovviamente chi vuole partecipare verra’ stipendiato da me.
Inizia cosi’ la rissa dei volontari duri e puri: “Prendi me e lui che siamo un team, no quell’altro li’ no e’ sfigato”.

Fuggi fuggi da debian e installazione di nuove persone nei vertici: e’ si vero che e’ un’organizzazione senza fini di lucro ma qualcuno dall’alto che conduce le redini e’ necessario.

Nel frattempo la ubuntu parte e i mantainer debian si trovano doppio lavoro: i loro pacchetti vengono presi e messi nella ubuntu senza neanche un grazie e si beccano le mail dei bug anche dell’altra distribuzione; wow che culo!

Tocco finale: le nuove persone insediate decidono di auto stipendiarsi, stare dietro a debian per gestirla e’ un lavoro ergo alcuni di noi saranno stipendiati con le donazioni che riceviamo, chi decide chi deve essere stipendiato ? ovviamente noi che siamo ai vertici e decidiamo… uhm… noi stessi! e gia’ che ci siamo sbattiamo fuori anche della gente che ha lavorato si, ma ci sta sulle palle perche’ non si prostra davanti a noi.

Il mondo open source e’ pieno di persone amabili per la loro diplomazia e per la loro bravura e’ pieno di seri professionisti ma e’ anche pieno di cazzari immani, di viscidi di prime donne e di invidiosi: non e’ l’eden o il nirvana dell’informatica no, e’ semplicemente come il resto del mondo umano.

Ecco il mitico mondo open source, come pochi lo raccontano; ho imparato molto in questi anni e sopratutto ho imparato a diffidare degli strilloni, di coloro che mi vengono proposti come guru ma che poi nei fatti sono solo ricchi di parole.

Annunci

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: